La squadra
 
  italiana con

  piu' scudetti




Storia


Il 29 maggio 2010 abbiamo festeggiato i nostri primi 40 anni !!!!!

E' STATA UNA GRANDE GRANDE  FESTA DELLA PALLAMANO

Per l'occasione e' stato presentato un libro  sulla Pallamano Trieste  di cui potete vedere qui sopra la copertina

(edizioni Luglio     http://www.vecchiatrieste.it)

 

 

Per parlare della nascita della Pallamano Trieste e’ necessario partire dal 1966, anno in cui viene fondato il  Comitato Nazionale Promotore della Pallamano, che appena  dodici mesi piu’ tardi assume la denominazione di  Federazione Italiana Handball. La sede di Roma chiede ai provveditorati provinciali di attivarsi per promuovere la nuova disciplina sportiva all'interno degli istituti scolastici; a Trieste questo compito viene affidato al neodiplomato Isef Giuseppe Lo Duca, che diviene coordinatore provinciale del  settore pallamano. Nel novembre '70 lo stesso Lo Duca, dopo aver partecipato al primo corso per allenatori, fonda la U.S. ACLI Pallamano Trieste con I'aiuto di Pino Grio, allora  presidente dell'Unione Sportiva ACLI. I primi colori della  societa’ sono il bianco ed il verde; la palestra d'allenamento  quella in via dell'Istria 57, presso il campo coperto dell'Enaip.  L'U.S. ACLI esordisce ufficialmente nel campionato 1970-71 di serie B, con una squadra che presenta tra gli altri Mario Pellegrini, il primo triestino a meritarsi la convocazione in  azzurro. La prima partita ufficiale viene disputata nella  palestra Etruria di Prato, ma gia’ nel maggio del '71 i triestini  ottengono la promozione nella massima serie, con Giuseppe Lo Duca in campo nella duplice veste di allenatore-giocatore. Da quel momento comincia la gloriosa storia della Pallamano Trieste, la squadra piu’ titolata d'Italia.
Il Prof. Giuseppe Lo Duca


GLI ANNI SETTANTA

Campionato 1970-71 - Al suo esordio, l'allora Acli Trieste disputa il torneo di Serie B.
La squadra dell' ACLI che ha partecipato al campionato di serie B nel 1970-71

Da sinistra in piedi: Tossi, Rovina, Calcina, Sbaizero, Visentin, Radin, Pellegrini, Lo Duca.

Accosciati: Sabatti, Tessarolo, Zippo, Pisani, Manzin, Caligaris, Rigo



1971-72 - L' U.S. Acli, matricola della serie A, si piazza al quarto posto del torneo, vinto dal Cus Verona. In Coppa Italia e' invece il Rovereto ad imporsi.

1972-73 - Continua il processo di crescita della pallamano triestina, che conquista la terza piazza alle spalle dell'Esercito Roma e del Rovereto, che in Coppa Italia bissa il successo dell'anno precedente.

1973-74 - Il Presidente Aldo Combatti trova uno sponsor prestigioso: la Duina, azienda leader in Italia nel settore della siderurgia. Trieste arriva quinta in un campionato dominato dal Rovereto, che s'impone anche in Coppa Italia confermandosi la squadra principe di quegli anni.

1974-75 - La Duina vince il campionato, ma per irregolarita' nel tesseramento dello straniero Ackun viene retrocessa al sesto posto. 

1975-76 - Arriva finalmente il tanto atteso scudetto in casa triestina. I ragazzi di Lo Duca vincono per 19-18 il combattutissimo spareggio contro il Rovereto, che si rifa' vincendo la Coppa Italia.  Il primo scudetto di Trieste viene vinto con uno spareggio a Roma. Il Duina tocca il cielo con un dito. E’ la prima volta che il tricolore arriva a Trieste e per tutti e’ la piu’ grande emozione della propria vita. Lo spareggio decisivo si consuma al Flaminio di Roma. E’ il 17 giugno, giorno memorabile. A lasciarci le penne e’ il Volani di Rovereto che si presenta in campo sicuro di non dover neanche sudare troppo per trionfare. E invece il gruppo di dilettanti che e’ arrivato nella capitale viaggiando in treno, in cuccette di seconda classe, fa il colpo. Per di piu’ davanti ad un folto pubblico. L’allenatore – giocatore Lo Duca decide di non calcare il parquet e lascia il posto ad un giovanissimo Scropetta. Il resto della squadra e’ composto quasi del tutto da triestini. Due gli stranieri: Neven Andreasic, l’altro un giovane di Capodistria, Bandelj. Il trionfo e’ di misura 19 a 18 ma la felicita’ e’ smisurata.
La formazione triestina 1975-76 vincitrice del primo scudetto


1976-77 - Secondo scudetto consecutivo per i triestini, che distaccano di 2 punti il "solito" Rovereto, che conquista la sua sesta Coppa Italia consecutiva. L'ultima partita della stagione e' anche l'ultima del <<Prof.>> che appende le scarpette al chiodo e siede in panchina (dove rimarra' molto a lungo). Pellegrini (che nella prima uscita europea, a Bucarest, tutti scambiavano per Bud Spencer) e Pischianz sono squalificati e assistono alla conquista del tricolore sugli spalti, in mezzo ad un pubblico che conta 3 mila appassionati. Una cifra record che fa correre i brividi lungo la schiena dei giocatori. La Volani Rovereto e' costretta alla resa visto lo strapotere di una Duina che scopre di avere in seno talenti veri: le stelle Calcina, Scropetta e Andreasic iniziano appunto a brillare e sono luccichii che fanno male agli avversari


1977-78 - Il Rovereto torna a mettere le mani sul tricolore, lasciando la piazza d'onore alla Duina.

1978-79 - La Duina lascia spazio a Mario Cividin, il piu' importante imprenditore edile locale, nelle vesti sponsor della squadra triestina. Il "matrimonio" durera' a lungo e sara' anche molto felice. Arriva il terzo scudetto nella citta' giuliana, al termine dello spareggio vinto contro Rovereto per 17-12. Lo spareggio che decide dove andra' a finire lo scudetto si gioca a Rimini. Non e' solo il primo scudetto del nuovo sponsor, ma anche quello di Miljak, classe 1950. Da Celje questo grande campione, che aveva giocato alle olimpiadi di Monaco, trasloca a Trieste. Giovane ma gia' una stella, in procinto di laurearsi in ingegneria all' Universita' di Zagabria, porta la Cividin fin nella partita decisiva. Nel giorno clou della stagione rischia pero' di far perdere la bussola alla sua squadra. Per eccesso di protagonismo, ma e' solo un incidente di percorso.

  
La felicita' dopo la vittoria a Rovereto per 17 a 12


1979-80 - Ritorna a vincere il Rovereto, sia in campionato, dove totalizza un solo punto in piu' rispetto alla Cividin Trieste, che in Coppa Italia. 

GLI ANNI OTTANTA

1980-81 - Quarto scudetto per la Cividin Trieste di Lo Duca. Il verdetto arriva dalla classifica dominata dai giuliani con 48 punti.

1981-82 - Replica il successo dell'anno passato la squadra triestina. Nella graduatoria definitiva la Cividin conclude a 44 punti, sei lunghezze avanti rispetto al Tacca Cassano.

1982-83 - Terzo scudetto consecutivo a Trieste: la Cividin lo ottiene nei play-off imponendosi su Teramo, Bressanone e Scafati. E' l'apoteosi: 22 vittorie in altrettanti incontri !

1983-84 - Medaglia d'argento alla Cividin. Il titolo iridato va allo Scafati dopo tre combattute partite.

1984-85 - Torna sul tetto d'Italia la Cividin Jaegermeister Trieste, che si impone sul Bressanone sia all'andata che al ritorno di finale.

1985-86 - Trieste ancora tricolore, grazie ad un sofferto pareggio ottenuto all'ultima giornata sul campo della diretta rivale Scafati.

1986-87 - L'Ortigia Siracusa s'impone sui triestini, che pero' protestano a lungo sulla legittimita' dell'affermazione dei siciliani. Giuseppe Lo Duca viene squalificato per un anno. La Cividin si rifa' in Coppa Italia, vincendo per la prima volta il trofeo.

1987-88 - Anno buio e sfortunato per la Cividin Trieste, che conclude il torneo al quarto posto alle spalle di Ortigia, Bressanone e Gaeta. La Coppa Italia se l'aggiudica la Gasser Bressanone.

1988-89 - E' ancora l'Ortigia a vincere lo scudetto, Trieste si deve accontentare della terza piazza.

1989-90 - Lo scudetto torna a Trieste, che sconfigge nella finalissima i nemici storici dell'Ortigia. Sara' l'ultimo tricolore dell'era Cividin e di Roberto Pischianz, idolo dei tifosi, che da' l'addio alla pallamano. 

GLI ANNI NOVANTA

1990-91 - In Campionato la Cividin giunge seconda alle spalle della Forst Bressanone, ma c'e' gioia per l'esordio in Coppa dei Campioni: superati nel primo turno gli ellenici del Filippos Verigasa, i triestini vengono poi eliminati dallo Steaua Bucarest. 

1991-92 - Anno difficile per la Pallamano Trieste, che senza sponsor riesce comunque a centrare il secondo posto. In Coppa delle Coppe i biancorossi vengono eliminati negli ottavi di finale dal Muenchen Milbertshafer. 

1992-93 - Mario Dukcevich giunge in aiuto della Pallamano Trieste, portando il marchio Principe sulle magliette biancorosse. Arriva il decimo scudetto, quello della stella, in un palasport di Chiarbola gremito da 4000 spettatori. Trieste vince anche la Coppa Italia, mentre in Coppa delle Coppe il cammino s'interrompe ancora agli ottavi, contro i lettoni del Riga. 

1993-94 - Il Principe vince l'undicesimo scudetto vincendo la "bella" contro il Prato, mentre in Coppa dei Campioni i triestini non vanno oltre il primo turno causa una gara di ritorno assolutamente incredibile contro gli austriaci del West Wein, con i biancorossi rimasti con soli 3 giocatori sul parquet !

1994-95 - Il Principe conquista il dodicesimo scudetto nella seconda partita di finale in casa del Merano per 24-20. In Coppa Italia il trofeo viene vinto dai triestini che nello scontro diretto superano il Rubiera. Champions League: battuto il Minsk nei sedicesimi, il Principe si arrende al Marsiglia negli ottavi di finale.

1995-96 - Il tredicesimo scudetto per il Principe arriva il 25 maggio in casa dell' Ortigia Siracusa. La seconda partita di finale si conclude sul 17-17, con i triestini vittoriosi all'andata per 25-18. Champions League: troppo forte il Fotex Veszprem, ed in terra magiara il Principe esce agli ottavi per 21-16.

1996-97 - Al Principe sono sufficenti due gare per vincere il quinto scudetto consecutivo: nella trasferta di Modena la vittoria e' fissata sul 24-22 per i giuliani. Champions League: anche quest'anno sono fatali gli ottavi di finale. Nel girone di qualificazione il Principe esce a bottino vuoto.

1997-98 - La Pallamano Trieste, neo sponsorizzata Genertel, perde in finale contro l'Al.Pi. Prato, mentre in Champions League i ragazzi di Lo Duca non superano il girone di qualificazione, nonostante la vittoria sul Akureyri e quella, prestigiosa, colta a Zagabria sul parquet del Badel.

1998-99 - E' ancora il Prato a vincere lo scudetto.  In Coppa EHF sono i norvegesi del Sandefjord a eliminare la Genertel negli ottavi di finale.

1999-2000 - Lo scudetto fa ritorno a Trieste. La Genertel fa sul serio in Coppa delle Coppe: supera dapprima i lituani del Kaunas, quindi i macedoni del Bitola. I triestini si arrendono solamente nei quarti al cospetto dei danesi del Kolding, che hanno la meglio per un solo gol di scarto.

Il NUOVO MILLENNIO

2000-01 - Arriva il sedicesimo titolo nazionale per la Pallamano Trieste, che conquista anche la Coppa Italia. In Coppa dei Campioni, le Generali superano nel turno preliminare i bielorussi dello Ska Minsk, ma si arrendono in un girone di ferro nel quale il risultato clou e' il pareggio imposto ai tedeschi del KielE' anche l'anno in cui Giorgio Oveglia conclude la sua formidabile carriera. Da giocatore ha conquistato ben 13 Scudetti e 5 Coppe d'Italia.  Ha giocato per anni nella nazionale italiana, la sua grinta agonistica rimarra' indelebile negli occhi di chi lo ha potuto vedere sui campi di pallamano. 

Giorgio Oveglia (al centro) il giorno della sua ultima partita 
 

2001-02 - La Coop Essepiu' conquista il suo diciasettesimo scudetto, ne fa le spese il Prato. I ragazzi di Sibila vincono anche la sesta Coppa Italia. In Europa sono solo delusioni: gli israeliani del Rishon eliminano i biancorossi nel primo turno inaugurale, poi e' la volta dei russi dell'Astrachan a "fare fuori" le Generali nella Coppa Ehf. 

2002-03 - La Pallamano Trieste ha chiuso la stagione sportiva 2002/2003 al quinto posto, piazzamento scomodo che non occupava da piu' di un decennio. Prima la separazione consensuale con il mister Marko Sibila, sostituito degnamente da Piero Sivini, poi i vari problemi economici che hanno costretto il prof. Lo Duca a rinunciare ad alcuni giocatori importanti, non hanno permesso a Mestriner e compagni di disputare l'ennesima finale scudetto della storia biancorossa. Da ricordare, comunque, l'esordio convincente in prima squadra di giovani interessanti del florido vivaio giuliano (Visintin, Carpanese e Temeroli su tutti) e la strada compiuta in Champions League (vittorie su Kolding e Donetsk nel girone B, chiuso al terzo posto, dietro ai campioni spagnoli del Portland e ai danesi), testimonianza della dimensione "europea" ormai raggiunta dal sodalizio triestino. Dunque, un'annata sportiva tutta luci ed ombre che chiede soltanto di essere riscattata con un campionato 2003/2004 di grande spessore. 

2003-04 - Stagione sportiva da ricordare quella 2003/2004 per la Pallamano Trieste. Dopo un inizio poco convincente e l'avvicendamento in panchina tra Rajic e Ivandija, i risultati non si sono fatti attendere, nonostante un budget di spesa non certo elevato. Una squadra giovane e ricca di talento offensivo ha sempre ben figurato in stagione regolare, inseguendo da vicino Conversano e Merano, classificandosi quarta ed uscendo nei play-off contro Prato soltanto a causa di una serie incredibile di infortuni che hanno ulteriormente ridotto una rosa gia' non lunghissima. Per quanto riguarda la Coppa Italia, la corsa dei triestini si e' fermata in semifinale contro i futuri vincitori di Merano. Risultato storico in Challenge Cup. I giuliani, al termine di una cavalcata trionfale, si sono dovuti fermare in semifinale contro i futuri vincitori della manifestazione, gli svedesi dello Skovde. Nessun'altra squadra italiana ha mai fatto meglio di Mestriner e compagni in campo europeo e le vittorie contro Stella Rossa, Copenaghen e Skovde, colte in un Palachiarbola ribollente di entusiasmo, saranno ricordi indelebili e stimoli per crescere nel corso della stagione successiva.

2004-05 - Stagione da ricordare per la Pallamano Trieste. Dopo un inizio piuttosto difficile, in cui si e' corso il rischio di non qualificarsi per la poule scudetto ed e' arrivata la precoce eliminazione in Challenge Cup, e la sterzata determinata dall'arrivo di un giocatore di classe come Djukanovic, i biancorossi hanno dovuto fronteggiare la partenza del tecnico Ivandija, chiamato in patria alla guida del blasonato Zagabria. Ancora una volta e' stato Piero Sivini, una delle bandiere della societa' giuliana, a raccogliere il testimone e a condurre la squadra ad una delle stagioni piu' esaltanti degli ultimi anni. L'arrivo del centrale francese Woum Woum a febbraio ha aumentato il tasso tecnico di una rosa gia' forte e cosi' sono arrivati il primo posto nella poule scudetto, la finale di Coppa Italia persa contro Secchia ed i play-off per il titolo italiano, sfociati nella finalissima contro Merano. Nonostante gli infortuni di Anusic (fuori per tutti i play-off) e Novokmet (in campo soltanto grazie alla sua generosita' e volonta'), Trieste ha eliminato Conversano e ha vinto gara 1 di finale contro la Torggler. Nelle due sfide successive, Merano ha giocato meglio e meritato la vittoria finale ma Trieste ha sempre dato tutto, messo in mostra grandissimi talenti come Visintin e Skatar e giocato fino all'ultima palla, con grande cuore, ovvero ha risposto a tutto quello che chiedono i tanti tifosi giuliani. 

2005-06 - Una stagione difficile, dura ma chiusa nel migliore dei modi ovvero con una salvezza meritata. La squadra alabardata e' stata affidata a Vladimir Brzic, alla prima esperienza ad alto livello in Italia, ma affermato insegnante di pallamano ed ottimo nel lavoro coi giovani. Quella giuliana e' la formazione piu' giovane del torneo e, all'inizio, puo' contare su un solo straniero, il pivot serbo Savic. Dopo un inizio incoraggiante, Trieste pareggia o perde alcune partite di troppo a causa dell'inesperienza e della mancanza di personalita'. In Coppa Italia arriva un' ’eliminazione in semifinale dopo aver disputato due buone partite. La svolta arriva col mercato di gennaio quando la societa' del prof. Lo Duca ingaggia il pivot Skoko ed il centrale Kolev, anche per fronteggiare le mosse delle altre societa' pericolanti. Trieste non e' abituata a lottare per la salvezza ma stringe i denti ed ottiene un buon sesto posto al termine della stagione regolare, confermato alla fine della fase ad orologio. Assoluto protagonista della stagione e' il giovane Michele Skatar, capocannoniere della serie A d' Elite. Nella serie play-off contro Bressanone (squadra piu' forte del torneo assieme a Conversano), Trieste perde di misura fuori casa, vince a Chiarbola ma deve inchinarsi in Trentino. Si scende nell'inferno dei play-out contro Gaeta e l'inizio e' drammatico con un pareggio casalingo, tuttavia l'impresa arriva in trasferta dove Mestriner e soci dominano la partita e si salvano in anticipo. Nella serie finale contro Merano che vale un posto in Challenge Cup, Trieste non ha molto da dire e, pur lottando come al solito, perde in due partite contro gli ex campioni d'Italia. La coda della stagione e' entusiasmante. La societa' triestina organizza le finali nazionali Under 21 per festeggiare i 35 anni dalla propria fondazione e, grazie ad un gruppo fantastico formato da giocatori della prima squadra e juniores, vince il titolo italiano di categoria. 

2006-07 - La pallamano Trieste conclude la stagione al terzo posto, ma per problemi economici decide di rinunciare all'iscrizione alla serie A d'elite per il successivo campionato e decide di ripartire dalla serie A2.

2007-08 - La stagione 2007/08 si conclude con la promozione in serie A1, dopo un esaltante testa a testa con la formazione di Bressanone, terminato alla penultima giornata con la vittoria-spareggio in terra altoatesina. 

2008-09 - Il campionato 2008/09 è una cavalcata trionfale: Trieste domina la stagione regolare e, dopo la finale play off vinta contro Ancona, ritorna dopo 2 anni di assenza in serie A d'élite. Anche questa volta però i problemi economici coinvolgono la società, che si trova suo malgrado, a dover rinunciare alla massima serie ed a reiscriversi alla serie A1. Al suo posto viene promossa proprio la formazione di Ancona.