1979-80 - Ritorna a vincere il Rovereto, sia in campionato, dove totalizza un solo punto in piu' rispetto alla Cividin Trieste, che in Coppa Italia.
GLI ANNI OTTANTA
1980-81 - Quarto scudetto per la Cividin Trieste di Lo Duca. Il verdetto arriva dalla classifica dominata dai giuliani con 48 punti.
1981-82 - Replica il successo dell'anno passato la squadra triestina. Nella graduatoria definitiva la Cividin conclude a 44 punti, sei lunghezze avanti rispetto al Tacca Cassano.
1982-83 - Terzo scudetto consecutivo a Trieste: la Cividin lo ottiene nei play-off imponendosi su Teramo, Bressanone e Scafati. E' l'apoteosi: 22 vittorie in altrettanti incontri !
1983-84 - Medaglia d'argento alla Cividin. Il titolo iridato va allo Scafati dopo tre combattute partite.
1984-85 - Torna sul tetto d'Italia la Cividin Jaegermeister Trieste, che si impone sul Bressanone sia all'andata che al ritorno di finale.
1985-86 - Trieste ancora tricolore, grazie ad un sofferto pareggio ottenuto all'ultima giornata sul campo della diretta rivale Scafati.
1986-87 - L'Ortigia Siracusa s'impone sui triestini, che pero' protestano a lungo sulla legittimita' dell'affermazione dei siciliani. Giuseppe Lo Duca viene squalificato per un anno. La Cividin si rifa' in Coppa Italia, vincendo per la prima volta il trofeo.
1987-88 - Anno buio e sfortunato per la Cividin Trieste, che conclude il torneo al quarto posto alle spalle di Ortigia, Bressanone e Gaeta. La Coppa Italia se l'aggiudica la Gasser Bressanone.
1988-89 - E' ancora l'Ortigia a vincere lo scudetto, Trieste si deve accontentare della terza piazza.
1989-90 - Lo scudetto torna a Trieste, che sconfigge nella finalissima i nemici storici dell'Ortigia. Sara' l'ultimo tricolore dell'era Cividin e di Roberto Pischianz, idolo dei tifosi, che da' l'addio alla pallamano.
GLI ANNI NOVANTA
1990-91 - In Campionato la Cividin giunge seconda alle spalle della Forst Bressanone, ma c'e' gioia per l'esordio in Coppa dei Campioni: superati nel primo turno gli ellenici del Filippos Verigasa, i triestini vengono poi eliminati dallo Steaua Bucarest.
1991-92 - Anno difficile per la Pallamano Trieste, che senza sponsor riesce comunque a centrare il secondo posto. In Coppa delle Coppe i biancorossi vengono eliminati negli ottavi di finale dal Muenchen Milbertshafer.
1992-93 - Mario Dukcevich giunge in aiuto della Pallamano Trieste, portando il marchio Principe sulle magliette biancorosse. Arriva il decimo scudetto, quello della stella, in un palasport di Chiarbola gremito da 4000 spettatori. Trieste vince anche la Coppa Italia, mentre in Coppa delle Coppe il cammino s'interrompe ancora agli ottavi, contro i lettoni del Riga.
1993-94 - Il Principe vince l'undicesimo scudetto vincendo la "bella" contro il Prato, mentre in Coppa dei Campioni i triestini non vanno oltre il primo turno causa una gara di ritorno assolutamente incredibile contro gli austriaci del West Wein, con i biancorossi rimasti con soli 3 giocatori sul parquet !
1994-95 - Il Principe conquista il dodicesimo scudetto nella seconda partita di finale in casa del Merano per 24-20. In Coppa Italia il trofeo viene vinto dai triestini che nello scontro diretto superano il Rubiera. Champions League: battuto il Minsk nei sedicesimi, il Principe si arrende al Marsiglia negli ottavi di finale.
1995-96 - Il tredicesimo scudetto per il Principe arriva il 25 maggio in casa dell' Ortigia Siracusa. La seconda partita di finale si conclude sul 17-17, con i triestini vittoriosi all'andata per 25-18. Champions League: troppo forte il Fotex Veszprem, ed in terra magiara il Principe esce agli ottavi per 21-16.
1996-97 - Al Principe sono sufficenti due gare per vincere il quinto scudetto consecutivo: nella trasferta di Modena la vittoria e' fissata sul 24-22 per i giuliani. Champions League: anche quest'anno sono fatali gli ottavi di finale. Nel girone di qualificazione il Principe esce a bottino vuoto.
1997-98 - La Pallamano Trieste, neo sponsorizzata Genertel, perde in finale contro l'Al.Pi. Prato, mentre in Champions League i ragazzi di Lo Duca non superano il girone di qualificazione, nonostante la vittoria sul Akureyri e quella, prestigiosa, colta a Zagabria sul parquet del Badel.
1998-99 - E' ancora il Prato a vincere lo scudetto. In Coppa EHF sono i norvegesi del Sandefjord a eliminare la Genertel negli ottavi di finale.
1999-2000 - Lo scudetto fa ritorno a Trieste. La Genertel fa sul serio in Coppa delle Coppe: supera dapprima i lituani del Kaunas, quindi i macedoni del Bitola. I triestini si arrendono solamente nei quarti al cospetto dei danesi del Kolding, che hanno la meglio per un solo gol di scarto.
Il NUOVO MILLENNIO
2000-01 - Arriva il sedicesimo titolo nazionale per la Pallamano Trieste, che conquista anche la Coppa Italia. In Coppa dei Campioni, le Generali superano nel turno preliminare i bielorussi dello Ska Minsk, ma si arrendono in un girone di ferro nel quale il risultato clou e' il pareggio imposto ai tedeschi del Kiel. E' anche l'anno in cui Giorgio Oveglia conclude la sua formidabile carriera. Da giocatore ha conquistato ben 13 Scudetti e 5 Coppe d'Italia. Ha giocato per anni nella nazionale italiana, la sua grinta agonistica rimarra' indelebile negli occhi di chi lo ha potuto vedere sui campi di pallamano.
Giorgio Oveglia (al centro) il giorno della sua ultima partita
2001-02 - La Coop Essepiu' conquista il suo diciasettesimo scudetto, ne fa le spese il Prato. I ragazzi di Sibila vincono anche la sesta Coppa Italia. In Europa sono solo delusioni: gli israeliani del Rishon eliminano i biancorossi nel primo turno inaugurale, poi e' la volta dei russi dell'Astrachan a "fare fuori" le Generali nella Coppa Ehf.
2002-03 - La Pallamano Trieste ha chiuso la stagione sportiva 2002/2003 al quinto posto, piazzamento scomodo che non occupava da piu' di un decennio. Prima la separazione consensuale con il mister Marko Sibila, sostituito degnamente da Piero Sivini, poi i vari problemi economici che hanno costretto il prof. Lo Duca a rinunciare ad alcuni giocatori importanti, non hanno permesso a Mestriner e compagni di disputare l'ennesima finale scudetto della storia biancorossa. Da ricordare, comunque, l'esordio convincente in prima squadra di giovani interessanti del florido vivaio giuliano (Visintin, Carpanese e Temeroli su tutti) e la strada compiuta in Champions League (vittorie su Kolding e Donetsk nel girone B, chiuso al terzo posto, dietro ai campioni spagnoli del Portland e ai danesi), testimonianza della dimensione "europea" ormai raggiunta dal sodalizio triestino. Dunque, un'annata sportiva tutta luci ed ombre che chiede soltanto di essere riscattata con un campionato 2003/2004 di grande spessore.
2003-04 - Stagione sportiva da ricordare quella 2003/2004 per la Pallamano Trieste. Dopo un inizio poco convincente e l'avvicendamento in panchina tra Rajic e Ivandija, i risultati non si sono fatti attendere, nonostante un budget di spesa non certo elevato. Una squadra giovane e ricca di talento offensivo ha sempre ben figurato in stagione regolare, inseguendo da vicino Conversano e Merano, classificandosi quarta ed uscendo nei play-off contro Prato soltanto a causa di una serie incredibile di infortuni che hanno ulteriormente ridotto una rosa gia' non lunghissima. Per quanto riguarda la Coppa Italia, la corsa dei triestini si e' fermata in semifinale contro i futuri vincitori di Merano. Risultato storico in Challenge Cup. I giuliani, al termine di una cavalcata trionfale, si sono dovuti fermare in semifinale contro i futuri vincitori della manifestazione, gli svedesi dello Skovde. Nessun'altra squadra italiana ha mai fatto meglio di Mestriner e compagni in campo europeo e le vittorie contro Stella Rossa, Copenaghen e Skovde, colte in un Palachiarbola ribollente di entusiasmo, saranno ricordi indelebili e stimoli per crescere nel corso della stagione successiva.
2004-05 - Stagione da ricordare per la Pallamano Trieste. Dopo un inizio piuttosto difficile, in cui si e' corso il rischio di non qualificarsi per la poule scudetto ed e' arrivata la precoce eliminazione in Challenge Cup, e la sterzata determinata dall'arrivo di un giocatore di classe come Djukanovic, i biancorossi hanno dovuto fronteggiare la partenza del tecnico Ivandija, chiamato in patria alla guida del blasonato Zagabria. Ancora una volta e' stato Piero Sivini, una delle bandiere della societa' giuliana, a raccogliere il testimone e a condurre la squadra ad una delle stagioni piu' esaltanti degli ultimi anni. L'arrivo del centrale francese Woum Woum a febbraio ha aumentato il tasso tecnico di una rosa gia' forte e cosi' sono arrivati il primo posto nella poule scudetto, la finale di Coppa Italia persa contro Secchia ed i play-off per il titolo italiano, sfociati nella finalissima contro Merano. Nonostante gli infortuni di Anusic (fuori per tutti i play-off) e Novokmet (in campo soltanto grazie alla sua generosita' e volonta'), Trieste ha eliminato Conversano e ha vinto gara 1 di finale contro la Torggler. Nelle due sfide successive, Merano ha giocato meglio e meritato la vittoria finale ma Trieste ha sempre dato tutto, messo in mostra grandissimi talenti come Visintin e Skatar e giocato fino all'ultima palla, con grande cuore, ovvero ha risposto a tutto quello che chiedono i tanti tifosi giuliani.
2005-06 - Una stagione difficile, dura ma chiusa nel migliore dei modi ovvero con una salvezza meritata. La squadra alabardata e' stata affidata a Vladimir Brzic, alla prima esperienza ad alto livello in Italia, ma affermato insegnante di pallamano ed ottimo nel lavoro coi giovani. Quella giuliana e' la formazione piu' giovane del torneo e, all'inizio, puo' contare su un solo straniero, il pivot serbo Savic. Dopo un inizio incoraggiante, Trieste pareggia o perde alcune partite di troppo a causa dell'inesperienza e della mancanza di personalita'. In Coppa Italia arriva un' eliminazione in semifinale dopo aver disputato due buone partite. La svolta arriva col mercato di gennaio quando la societa' del prof. Lo Duca ingaggia il pivot Skoko ed il centrale Kolev, anche per fronteggiare le mosse delle altre societa' pericolanti. Trieste non e' abituata a lottare per la salvezza ma stringe i denti ed ottiene un buon sesto posto al termine della stagione regolare, confermato alla fine della fase ad orologio. Assoluto protagonista della stagione e' il giovane Michele Skatar, capocannoniere della serie A d' Elite. Nella serie play-off contro Bressanone (squadra piu' forte del torneo assieme a Conversano), Trieste perde di misura fuori casa, vince a Chiarbola ma deve inchinarsi in Trentino. Si scende nell'inferno dei play-out contro Gaeta e l'inizio e' drammatico con un pareggio casalingo, tuttavia l'impresa arriva in trasferta dove Mestriner e soci dominano la partita e si salvano in anticipo. Nella serie finale contro Merano che vale un posto in Challenge Cup, Trieste non ha molto da dire e, pur lottando come al solito, perde in due partite contro gli ex campioni d'Italia. La coda della stagione e' entusiasmante. La societa' triestina organizza le finali nazionali Under 21 per festeggiare i 35 anni dalla propria fondazione e, grazie ad un gruppo fantastico formato da giocatori della prima squadra e juniores, vince il titolo italiano di categoria.
2006-07 - La pallamano Trieste conclude la stagione al terzo posto, ma per problemi economici decide di rinunciare all'iscrizione alla serie A d'elite per il successivo campionato e decide di ripartire dalla serie A2.